Gabriel Reinoso — La materia come memoria
Gabriel Reinoso — Matter as Memory
Gabriel Reinoso costruisce il proprio linguaggio a partire da una geografia personale. Cuba, Italia e Spagna non sono soltanto luoghi attraversati, ma esperienze che entrano nel gioiello attraverso forme, materiali e accostamenti. La sua ricerca non traduce letteralmente un’origine culturale: la lascia emergere per frammenti, sovrapposizioni e contrasti.
Gabriel Reinoso builds his language from a personal geography. Cuba, Italy and Spain are not simply places he has lived in, but experiences that enter the jewel through forms, materials and combinations. His practice does not literally translate a cultural origin: it allows it to emerge through fragments, layers and contrasts.
Nei suoi lavori la materia conserva una presenza autonoma. Metalli differenti convivono con pietre dal colore intenso, superfici levigate incontrano zone più irregolari, elementi preziosi vengono inseriti in strutture che non cercano una perfezione uniforme. Ogni parte rimane leggibile e contribuisce alla tensione complessiva dell’oggetto.
In his work, material retains an autonomous presence. Different metals coexist with intensely coloured stones, polished surfaces meet more irregular areas, and precious elements are set within structures that do not seek uniform perfection. Each part remains legible and contributes to the overall tension of the object.
È proprio questa assenza di uniformità a rendere riconoscibile il suo lavoro. L’irregolarità non è un effetto decorativo, ma un modo di costruire la forma. Un bordo, una saldatura, una variazione di superficie o un volume apparentemente disallineato introducono un ritmo che sottrae il gioiello alla precisione impersonale dell’oggetto seriale.
It is precisely this absence of uniformity that makes his work recognisable. Irregularity is not a decorative effect, but a way of constructing form. An edge, a soldered joint, a variation in surface or an apparently misaligned volume introduces a rhythm that removes the jewel from the impersonal precision of the serial object.
Anche le pietre partecipano a questa costruzione. Non vengono utilizzate soltanto come punti di luce o elementi preziosi, ma come presenze dotate di colore, peso e identità. Ametiste, granati e pietre verdi interrompono il metallo, modificandone l’equilibrio e introducendo un secondo livello di lettura.
Stones also take part in this construction. They are not used simply as points of light or precious additions, but as presences with their own colour, weight and identity. Amethysts, garnets and green stones interrupt the metal, altering its balance and introducing a second level of interpretation.
In alcuni pezzi il riferimento alla tradizione appare più evidente; in altri viene quasi completamente assorbito da una forma contemporanea. È in questa oscillazione che il lavoro di Reinoso trova la propria forza: il passato non viene citato, ma trasformato. La memoria diventa materiale progettuale.
In some pieces, references to tradition are more immediately visible; in others they are almost completely absorbed into a contemporary form. It is within this movement that Reinoso’s work finds its strength: the past is not quoted, but transformed. Memory becomes a material for design.
Guardare un gioiello di Gabriel Reinoso significa quindi osservare un equilibrio mai completamente risolto: tra prezioso e materico, regolarità e imperfezione, appartenenza e contaminazione. Il gioiello non racconta una sola provenienza né cerca una forma definitiva. Conserva invece la complessità di un’identità costruita attraverso luoghi, esperienze e linguaggi differenti.
To look at a jewel by Gabriel Reinoso is therefore to observe an equilibrium that is never entirely resolved: between preciousness and materiality, regularity and imperfection, belonging and contamination. The jewel does not tell a single story of origin, nor does it seek a definitive form. Instead, it retains the complexity of an identity shaped through different places, experiences and languages.
Crepundia Gioielli Bologna — Objects in Studio