Paolo Anselmo — Il vaso come volto
Paolo Anselmo — The Vase as a Face
Ci sono oggetti che smettono di essere semplicemente ciò per cui sono stati costruiti. Nei lavori di Paolo Anselmo il vaso conserva la propria funzione, ma acquista occhi, bocca, espressione: diventa volto, corpo, personaggio. La terracotta, materiale antico e immediato, entra così in un territorio sospeso tra scultura e oggetto d’uso, ironia e presenza.
Some objects cease to be simply what they were made to be. In Paolo Anselmo’s work, the vase retains its function but acquires eyes, a mouth and an expression: it becomes a face, a body, a character. Terracotta, an ancient and immediate material, thus enters a territory suspended between sculpture and functional object, irony and presence.
Quando il contenitore ci guarda
Nella serie “Guardami negli Occhi e Baciami”, il gesto più semplice è anche quello che cambia completamente la nostra percezione dell’oggetto: il vaso ci guarda. Occhi sporgenti, labbra marcate, nasi e appendici trasformano una forma tradizionalmente neutra in una presenza con la quale è quasi inevitabile stabilire una relazione.
Non si tratta però di aggiungere semplicemente un volto a un contenitore. L’espressione modifica la forma intera: un bordo diventa una bocca, una deformazione suggerisce un carattere, un dettaglio anatomico cambia il modo in cui leggiamo il volume. Ogni pezzo sembra possedere una propria personalità, spesso ironica, a volte grottesca, sempre fortemente individuale.
In the series “Look into My Eyes and Kiss Me”, the simplest gesture is also the one that completely alters our perception of the object: the vase looks back at us. Protruding eyes, pronounced lips, noses and appendages transform a traditionally neutral form into a presence with which it becomes almost impossible not to establish a relationship.
Yet this is not simply a matter of adding a face to a container. Expression alters the entire form: a rim becomes a mouth, a deformation suggests a character, an anatomical detail changes the way we read the volume. Each piece seems to possess its own personality — often ironic, sometimes grotesque, always strongly individual.
La pianta completa la forma
In questi lavori la pianta non è un elemento accessorio. Entra nella composizione e ne modifica continuamente l’aspetto: può diventare una capigliatura, prolungare una figura, accentuarne il carattere oppure introdurre un elemento imprevedibile all’interno della forma modellata dall’artista.
Il confine tra ciò che Anselmo costruisce e ciò che cresce rimane volutamente aperto. Alla terracotta, modellata e cotta, si affianca una materia viva destinata a cambiare nel tempo. Il vaso diventa così un’opera che continua a trasformarsi anche dopo essere uscita dalle mani dell’artista.
In these works, the plant is not an accessory. It enters the composition and continually alters its appearance: it may become hair, extend a figure, emphasise its character or introduce an unpredictable element into the form shaped by the artist.
The boundary between what Anselmo constructs and what grows remains deliberately open. Terracotta, modelled and fired, is joined by a living material destined to change over time. The vase thus becomes a work that continues to transform even after leaving the artist’s hands.
Una ricerca che va oltre il vaso
I vasi antropomorfi sono soltanto una parte dell’universo di Paolo Anselmo. La sua ricerca sulla ceramica attraversa da decenni figure animali, creature fantastiche e forme scultoree nelle quali ironia, deformazione e immaginazione diventano strumenti per mettere continuamente in discussione ciò che riconosciamo.
Nel suo lavoro ricorre una libertà quasi narrativa: le forme sembrano appartenere a un repertorio popolato da esseri improbabili, animali reinventati e presenze che oscillano tra il familiare e il fantastico. La terracotta rimane il punto di partenza, ma perde ogni rigidità tipologica e può trasformarsi in scultura, personaggio, contenitore o creatura.
Anthropomorphic vases are only one part of Paolo Anselmo’s universe. For decades, his research in ceramics has encompassed animal figures, fantastic creatures and sculptural forms in which irony, deformation and imagination become ways of continually questioning what we recognise.
His work is characterised by an almost narrative freedom: the forms seem to belong to a world populated by improbable beings, reinvented animals and presences suspended between the familiar and the fantastic. Terracotta remains the starting point, but escapes any fixed typology, becoming sculpture, character, container or creature.
La materia e il gesto
Anselmo interviene direttamente sulla terracotta ancora cruda, modellando, incidendo e deformando la superficie. La cottura introduce poi una componente che non può essere completamente controllata: colori, smalti e materia acquistano il loro carattere definitivo attraverso il fuoco.
È proprio questa convivenza tra intenzione e imprevedibilità a lasciare in ogni opera una forte evidenza del fare. Le superfici non cercano la perfezione industriale; conservano invece il gesto, l’irregolarità e quella componente fisica che rende ogni pezzo irripetibile.
Anselmo works directly on the still-raw terracotta, modelling, carving and deforming its surface. Firing then introduces an element that can never be entirely controlled: colours, glazes and material acquire their final character through fire.
It is precisely this coexistence of intention and unpredictability that leaves such a strong sense of making in every work. The surfaces do not seek industrial perfection; instead, they preserve gesture, irregularity and the physical quality that makes each piece unique.
Paolo Anselmo da Crepundia
La selezione presentata da Crepundia si concentra su vasi e piccoli segnaposto, due dimensioni diverse attraverso le quali emerge con particolare immediatezza il linguaggio di Anselmo: il volto, l’espressione, l’ironia e la trasformazione dell’oggetto in presenza.
È una selezione volutamente circoscritta all’interno di una ricerca molto più ampia. Guardare questi lavori significa quindi entrare in un frammento dell’immaginario dell’artista: un mondo nel quale la ceramica non rimane mai soltanto materia o funzione, ma sembra continuamente sul punto di prendere vita.
The selection presented by Crepundia focuses on vases and small place-card sculptures, two different scales through which Anselmo’s language emerges with particular immediacy: the face, expression, irony and the transformation of an object into a presence.
It is a deliberately focused selection within a much broader body of work. Looking at these pieces therefore means entering one fragment of the artist’s imagination: a world in which ceramics never remain simply material or function, but constantly seem on the verge of coming to life.
Crepundia Gioielli Bologna — Objects in Studio